E dopo una lunga pausa di riflessione ritorna il blog di UNOTV.
Ora riprendiamo il nostro diario di bordo per tenervi informati sulle attività e le iniziative di UNOTV.
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Leggendo Nova, l’inserto del Sole 24ore, mi sono balzate agli occhi 2 notizie. Tutte e due ci fanno capire quale sia la portata della svolta digitale riguardante le nuove tecnologie video e quanto ancora in Italia non si colga fino in fondo l’esigenza di cambiamento.
La prima riguarda Renato Parascandolo (a sinistra nella foto), ex direttore di Rai Educational che ha raccolto per 20 anni materiale video (interviste di un’ora con filosofi di 35 paesi) per un progetto di un’ Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche. Ora questa mole imponente di materiale dovrebbe convogliare in una piattaforma interattiva Sharemedia, un ibrido tra una web tv/portale/archivio/emporio, sviluppata in collaborazione con l’azienda romana Unicity.
Tra un mese la parte di Emporio sarà visibile all’indirizzo www.perlacultura.rai.it, ma per la realizzazione totale del progetto la Rai non ha ancora dato il nulla osta e si aspettano date precise. Un esperimento del genere non fa che sottolineare quanto siano pochi in Italia gli “addetti ai lavori televisivi” capaci di portare avanti discorsi multimediali innovativi e soprattutto non si può non rimarcare l’ intempestività decisionale della Rai che insistendo con questo immobilismo, continua la sua andatura da gambero di fronte ad un’aspettativa di innovazione che lascerà indietro chi non si farà trovare pronto. Speriamo comunque che un esperimento come questo possa essere un primo passo verso la digitalizzazione degli archivi, per il download gratuito, ma anche a pagamento, di contenuti che comunque hanno fatto la storia della tv, della nostra nazione e anche la storia mondiale degli ultimo 50 anni.
La seconda notizia arriva qualche pagina più in la e riguarda sempre la Rai, che rappresenta un pò tutto il vecchio sistema che sta affannosamente e troppo parzialmente, cercando di darsi una futura vita digitale. Si parla di Digital Cinema o più esattamente D-Cinema: si sa che un film prodotto in digitale ha come vantaggi costi inferiori rispetto alla pellicola, una qualità certamente superiore e rischi derivanti dalla pirateria inferiori dato che con una connessione privata si potrebbero inviare film direttamente al server della sala senza i problemi che il trasporto della pellicola originale comporta (vedi sedicenti trasportatori che in cambio di denaro fanno finire il film nelle mani di chi lo copia ancor prima che esca nelle sale).
Questo tipo di produzione non è più fantascienza da un bel pò di tempo e sono molti ormai i cinema che si dotano di proiettore digitale: si stima che siano 2369 in tutto il mondo. In Italia sono solo 40 le sale cinematografiche che supportano lo standard ed esiste un solo network abilitato dai distributori a proiettare contenuti digitali, la Digima. Quest’ultima ha da poco stretto un accordo con la Rai per la proiezione di tutti i film e gli spettacoli realizzati da RaiTrade. Il numero di sale mi sembra davvero troppo esiguo, considerando la semplicità del servizio: una connessione a banda larga e un proiettore, niente tecnici o “diavolerie elttroniche”, con tutti i vantaggi di una programmazione on demand. Considerando che le “sette sorelle”, Disney, Fox, MGM, Paramount, Sony, Universal e Warner Bros, sono attrezzatissime per la produzione di contenuti digitali e che i costi sarebbero davvero ridimensionati per tutta la filiera produttiva e distributiva, mi attendo che, nonostante il necessario e difficile processo di svecchiamento a cui dobbiamo andare incontro, in breve tempo si riesca a superare la diffidenza contro queste nuove tecnologie.