Finalmente approvata la direttiva sui servizi di media audiovisivi

Ci sono voluti solo 18 mesi per un accordo sulla nuova direttiva sui servizi di media audiovisivi. Un lasso di tempo davvero breve se paragonato all’importanza dell’accordo. La nuova direttiva che andrà in vigore entro la fine del 2007, costituirà un quadro normativo complessivo per tutti i servizi di media audiovisivi, creando di fatto un vero mercato dei servizi audiovisivi.

http://www.amobil.no/artikkelbilder/vivianne_reading_eu.jpgViviane Reding (in foto), Commissaria europea per la società dell’informazione e dei media ci rassicura sulla modernità del quadro normativo, che permetterà di aggiornare le politiche del settore alle esigenze del ventunesimo secolo e di regolamentare in maniera snella l’industria europea dei servizi audiovisivi. Dando una grande visibilità ai valori fondamentali dell’Europa, come la diversità culturale e la tutela dei minori. Queste le belle parole, ma nei fatti, cosa dovrebbe garantire?

  • diritti nuovi per i cittadini, come la trasmissione di estratti di eventi di interesse generale nei programmi di informazione generale, con una chiara identificazione del fornitore di servizi di media;
  • miglioramento dell’accesso ai servizi di media audiovisivi per le persone ipoudenti e ipovedenti;
  • definizione di regole chiare sull’inserimento di prodotti, con l’obbligo per le emittenti che facciano uso di questa pratica di informarne i telespettatori;
  • tutela dei minori;
  • promozione delle opere europee e delle produzioni audiovisive indipendenti;
  • il divieto di messa in onda di contenuti suscettibili di incitare all’odio per motivi religiosi e razziali;
  • un incoraggiamento all’autoregolamentazione e alla coregolamentazione del settore.

audiovisivo_img1608_img.jpgInoltre nuove norme più elastiche in materia di pubblicità dovrebbero offrire nuove opportunità di finanziamento che incrementerebbero la produzione dei contenuti. Gli Stati membri avranno a disposizione 24 mesi per recepire negli ordinamenti nazionali le nuove disposizioni in modo da permettere la piena applicazione del nuovo quadro normativo dell’audiovisivo nel 2009.

Si tratta di un bel passo in avanti verso una regolamentazione finalmente precisa e non lacunosa, che non lasci spazio ad interpretazioni più o meno fantasiose. Stupisce la velocità con la quale si è giunti ad un accordo politico così strategico, ma tutto lascia presagire che le esigenze di cambiamento abbiano avuto la meglio anche su iter politici notoriamente lunghi. Non ci resta che aspettare e vedere come verranno applicate le nuove norme anche in combinazione con il diritto interno di ogni paese membro.

Michele Colitti

[via i-dome]

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